Occlusione e postura tra verità a mito
- 6 lug
- Tempo di lettura: 2 min

di Claudia Olivieri*
Il rapporto tra occlusione e postura è uno degli argomenti che negli anni ha generato più dibattiti, sia tra i professionisti sanitari che tra i pazienti. Per molto tempo, si è diffusa l'idea che una malocclusione potesse essere responsabile di problemi posturali, dolori alla schiena, squilibri del bacino o alterazioni dell'equilibrio. In altre parole, si è spesso attribuito al morso un ruolo centrale nella comparsa di numerosi disturbi muscolo-scheletrici. Oggi sappiamo che la realtà è molto più complessa. Non esistono evidenze che permettano di affermare che una malocclusione sia la causa diretta di tutti questi problemi. Allo stesso tempo, però, sarebbe un errore considerare il sistema stomatognatico completamente scollegato dal resto del corpo. La mandibola non lavora in modo isolato. Fa parte di un sistema più ampio, definito sistema cranio-cervico-mandibolare, che coinvolge l'articolazione temporo-mandibolare, i muscoli masticatori, la lingua, l'osso ioide e la muscolatura cervicale. Tutte queste strutture collaborano continuamente tra loro e dialogano con il sistema nervoso centrale.
La malocclusione non è la causa diretta di tutti i problemi

Quando si parla di postura, infatti, bisogna ricordare che il nostro corpo non si mantiene in equilibrio grazie a una singola struttura. La postura è il risultato dell'integrazione di moltissime informazioni provenienti dagli occhi, dal sistema vestibolare dell'orecchio interno, dai muscoli, dalle articolazioni e dai recettori propriocettivi distribuiti in tutto il corpo. Anche il sistema mandibolare contribuisce a fornire informazioni al cervello. Questo non significa che determini la postura, ma che può rappresentare una delle tante variabili coinvolte nel controllo posturale.
Nella pratica clinica, ad esempio, non è raro osservare pazienti con disturbi temporo-mandibolari che presentano anche tensioni cervicali, cefalee ricorrenti o affaticamento della muscolatura del collo. In questi casi è possibile che esistano relazioni funzionali tra le diverse strutture coinvolte. Pensiamo a un paziente che serra i denti durante la notte. Il sovraccarico dei muscoli masticatori può associarsi a una maggiore tensione della muscolatura cervicale, a dolore nella regione temporale o a cefalee muscolo-tensive. Questo non significa che il problema sia esclusivamente dentale, ma che il sistema cranio-cervico-mandibolare può partecipare al quadro clinico.
Il sistema cranio-cervico-mandibolare può partecipare al quadro clinico

Il concetto fondamentale da comprendere è che correlazione e causalità non sono la stessa cosa. La presenza contemporanea di una malocclusione e di un dolore cervicale non dimostra automaticamente che una sia la causa dell'altro. Molto spesso il corpo sviluppa adattamenti complessi che coinvolgono più sistemi contemporaneamente. Per questo motivo oggi si tende ad abbandonare una visione troppo meccanicistica del problema. L'idea che correggere il morso possa automaticamente raddrizzare la postura o risolvere qualsiasi sintomo muscolo-scheletrico appare una semplificazione eccessiva. Allo stesso modo, però, ignorare completamente il ruolo del sistema mandibolare rischia di essere altrettanto riduttivo.
*Osteopata D.O. specializzata nelle disfunzioni cranico-cervico-mandibolari


