Lipedema e linfedema, due malattie invisibili che spesso vengono confuse tra loro

di Tiziana Celso*
Il lipedema è una malattia invisibile che colpisce per lo più il sesso femminile, con una familiarità nei parenti di primo e secondo grado. Già nel 1940 veniva considerato come una malattia cronica progressiva e molte volte invalidante. Non va confuso con il linfedema. E neppure con sovrappeso e obesità, di cui parleremo in un prossimo articolo. Il lipedema, in realtà, è una condizione caratterizzata da accumulo di tessuto adiposo con presenza di infiammazione associata a fibrosi una consistenza nodulare di tessuto fibroso nel tessuto sottocutaneo. Si manifesta per lo più nelle gambe, fermandosi alle caviglie e nelle braccia, fermandosi al polso, creando in queste zone un effetto a braccialetto. Risparmia mani e piedi.
Il lipedema si manifesta con dei segni ben specifici: aumento volumetrico di
tessuto nell’area colpita, che è simmetrica e bilateralmente, dolore al tatto o spontaneo anche a riposo, alterazioni di sensibilità, formazioni di ecchimosi anche spontanei, fragilità capillare, pesantezza, tensione e, infine, ma non meno importante, gonfiore che aumenta durante la giornata. Tutto ciò, con il tempo, può causare problematiche nella mobilità e nella vita quotidiana. Questa patologia può essere dovuta da fattori ormonali, predisposizione genetica, gravidanze, menopausa e pubertà. Fondamentale importanza è individuarla in modo da poter capire come e quali tecniche possano aiutare.
La diagnosi è clinica e si basa su varie valutazioni strumentali come Bia, densitometria, ecografia in punti e zone ben specifiche, eco-color doppler per la valutazione vascolare e, in molti casi, risonanza magnetica. Vi sono altre valutazioni che possono essere effettuate periodicamente per capire quando i trattamenti hanno efficacia: la volumetria delle zone colpite, una valutazione progressiva del dolore, un questionario sui sintomi e una valutazione alla palpazione dove il sottocute può essere da granulare a nodulare.
I trattamenti sono linfodrenaggio manuale, bendaggio compressivo, attività fisica e alimentazione equilibrata fatta da esperti del settore. Questi trattamenti portano una riduzione dell’infiammazione, del volume, del dolore, alla riduzione della fragilità capillare e migliorano anche il tessuto, che può essere rivalutato tramite ecografia. Con il bendaggio compressivo, si può contrastare anche la formazione di edema, dando sostegno ai tessuti e può migliorare la mobilità. Cosa fondamentale è anche insegnare a far sì che il soggetto si prenda cura di sé stesso e riesca a imparare a gestire i sintomi. Ci sono vari stadi e in alcuni casi molto gravi in cui si deve intervenire chirurgicamente con la liposuzione. Prima di sottoporcisi, però, il paziente deve avere un corretto stile di vita. La riuscita di un buon risultato è data anche dalla motivazione, dall'autogestione del soggetto e dal lavoro interdisciplinare.

Il lipedema tende ad essere confuso con il linfedema, altra patologia cronica caratterizzata da un accumulo anomalo di linfa nei vari tessuti, che causa gonfiore dell’arto colpito e può presentare alterazioni vascolari ed edemi. Questa patologia, però, è causata da un blocco o rallentamento del sistema linfatico evolutivo. E' invalidante e asimmetrico. Il rigonfiamento dell’arto colpito crea ispessimento della plica e rende impossibile il sollevamento della cute c'è la presenza del segno della fovea. O meglio, la formazione di una fossetta transitoria, più o meno profonda, premendo per alcuni secondi la punta del dito sul tessuto interessato.
Il linfedema si divide in due categorie fondamentali a seconda della sua origine:
Linfedema Primario: È causato da una malformazione congenita del sistema linfatico (i vasi linfatici sono nati troppo rari, troppo piccoli o malfunzionanti). Può
manifestarsi alla nascita, durante la pubertà o, più raramente, in età adulta.
Linfedema Secondario: È la forma più comune con conseguenza di un danno esterno al sistema linfatico.
Vi sono varie cause tipiche
Chirurgia oncologica: Rimozione dei linfonodi (ad esempio, svuotamento ascellare per il tumore al seno o linfonodi inguinali per tumori ginecologici/urologici).
Radioterapia: Può infiammare e creare cicatrici nei linfonodi e nei vasi linfatici sani.
Traumi o infezioni gravi.
Il linfedema si distingue in stadi da 0 a 3
Stadio 0 (Subclinico o Latente): Il danno ai vasi esiste già, ma il corpo riesce ancora a compensare. Non c'è un gonfiore visibile, ma il paziente potrebbe avvertire una sensazione di pesantezza o tensione all'arto.
Stadio 1 (Reversibile): Compare il gonfiore, che è ancora morbido. Se si preme con
un dito, rimane un'impronta (segno della fovea). La caratteristica principale è che il
gonfiore si riduce o scompare tenendo l'arto sollevato (ad esempio durante la notte).
Stadio 2 (Spontaneamente Irreversibile): Il liquido ristagnato da tempo inizia a
causare infiammazione. Il tessuto si indurisce (fibrosi) e l'arto diventa più rigido.
Sollevare il braccio o la gamba non serve più a far diminuire il gonfiore.
Stadio 3 (Elefantiasi linfostatica): È la fase più avanzata. Il volume dell'arto aumenta
drasticamente, la pelle diventa molto spessa, dura, fragile e soggetta a profonde
pieghe e infezioni ricorrenti.
Sintomi a cui prestare attenzione, oltre al gonfiore visibile
Chi sviluppa un linfedema avverte spesso la sensazione di pesantezza, costrizione o tensione cronica all'arto, poca flessibilità dell'articolazione (ad esempio, difficoltà a piegare il polso o la caviglia), con la pelle che appare tesa, lucida o calda. Chi soffre di linfedema ha un rischio molto alto di sviluppare l'eresipela (un'infezione batterica acuta della pelle). Qualsiasi piccolo taglio o puntura d'insetto sull'arto malato va disinfettato con estrema cura.
Come si cura?
Dal linfedema non si guarisce definitivamente, ma lo si può gestire con enorme successo bloccandone l'evoluzione. Il gold standard terapeutico internazionale è la Terapia Decongestiva Complessa (TDC), che si divide in due fasi:
Fase 1: Attacco (Decongestione), con trattamenti manuali come il linfodrenaggio,
bendaggio multistrato e cura meticolosa della pelle.
Fase 2 : Mantenimento con tutore elastico compressivo, ginnastica mirata e controlli.
(1-continua)
*Chinesiologa, fisioterapista, terapeuta


