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Il dolore è vero, ma la descrizione è sbagliata: ecco i falsi miti da sfatare

23 ago
Tempo di lettura: 3 min

di Marco Orlandi*


Quante volte ci è capitato di dire, o di sentirci dire, frasi come: "Ho un nervo accavallato", "Ho ancora male per colpa dell'acido lattico" oppure "Mi fanno male i reni”? Sono espressioni così comuni che ormai fanno parte del linguaggio di tutti i giorni. Le ripetiamo senza nemmeno chiederci se siano davvero corrette e, proprio per questo, finiscono per influenzare il modo in cui interpretiamo il dolore e affrontiamo un problema fisico. In studio capita di sentirle quasi ogni giorno. Fare un po' di chiarezza significa conoscere meglio il proprio corpo, affrontare i disturbi con maggiore consapevolezza ed evitare inutili preoccupazioni. Vediamo allora alcuni dei falsi miti più diffusi.


Ho un nervo accavallato

È probabilmente la frase che sento pronunciare più spesso. Basta un movimento improvviso, una fitta alla schiena o al collo e subito arriva la diagnosi: "Mi si è accavallato un nervo." In realtà, nel linguaggio comune si parla spesso di "nervo accavallato", ma dal punto di vista anatomico i nervi non si accavallano. Per fortuna, rimangono nelle loro sedi. Molto più frequentemente il dolore nasce da una contrattura muscolare o da una struttura che, per diversi motivi, non sta lavorando come dovrebbe. Quella sensazione di "cordone duro" che molte persone

avvertono sotto le dita è spesso un muscolo contratto, non un nervo. Questo non significa sminuire il dolore. Chi soffre sa bene quanto possa essere intenso e limitante. Significa, però, dare il nome giusto alle cose. Perché capire da dove nasce un problema è il primo passo per affrontarlo nel modo corretto.




Mi fa ancora male perché ho l'acido lattico

Un altro grande classico, probabilmente il falso mito più diffuso nel mondo dello sport. Dopo un allenamento impegnativo, soprattutto se non siamo abituati a fare attività fisica, il giorno successivo arrivano quei dolori muscolari che tutti conosciamo. La spiegazione più comune è sempre la stessa: "È l'acido lattico".

In realtà non è così. L'acido lattico viene prodotto durante lo sforzo e viene eliminato dal nostro organismo in tempi relativamente brevi. Il dolore provocato dall'acido lattico è quel forte bruciore che avvertiamo durante un esercizio intenso o nei minuti immediatamente successivi. Il fastidio che compare il giorno dopo, o addirittura due giorni dopo, ha invece un'origine diversa. Si tratta dei cosiddetti DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness), cioè dei dolori muscolari ad insorgenza ritardata. È la normale risposta del muscolo allo sforzo: un processo di adattamento che permette al nostro corpo di diventare più forte e più resistente.

In altre parole, quel dolore non è il segnale che "l'acido lattico non è ancora stato smaltito", ma il risultato del lavoro che il muscolo ha svolto e del suo naturale processo di adattamento.


Mi fanno male i reni

Un'altra espressione che sento spesso in studio è questa. Molte persone indicano con "dolore ai reni" un fastidio localizzato nella parte bassa della schiena. Nella maggior parte dei casi, però, per fortuna, non si tratta affatto dei reni. È molto più probabile che il dolore abbia origine dai muscoli, dalle articolazioni o dalle altre strutture della zona lombare. Quando il dolore ha realmente origine dai reni, presenta generalmente caratteristiche diverse rispetto a un comune mal di schiena e richiede una valutazione medica specifica. Inoltre, i reni si trovano più in alto

rispetto alla zona in cui normalmente avvertiamo il classico dolore lombare. Per questo motivo è importante non confondere un comune mal di schiena con un problema renale. Dare il giusto significato ai sintomi permette di affrontarli con maggiore serenità e di scegliere il percorso più appropriato.


Informazione significa prevenzione

Oggi abbiamo a disposizione moltissime informazioni sulla salute. Il problema è che non tutte sono corrette. Molti falsi miti continuano a circolare semplicemente perché vengono ripetuti da anni. Entrano nel linguaggio comune e finiscono per sembrare veri, anche quando non lo sono. La fisioterapia non consiste soltanto nel trattare un dolore. Significa anche aiutare le persone a comprendere meglio il proprio corpo, spiegando con un linguaggio semplice cosa sta succedendo e perché. Imparare ad ascoltare il proprio corpo è importante, ma lo è ancora di più interpretarne correttamente i segnali. Un'informazione sbagliata può creare paure inutili, portare a conclusioni affrettate o ritardare il trattamento più adatto. Per questo motivo, quando un dolore persiste o limita le normali attività quotidiane, è sempre consigliabile affidarsi a un professionista qualificato, evitando diagnosi "fai da te" basate sui luoghi comuni. Perché, molto spesso, il primo passo per stare meglio non è una terapia, ma una corretta informazione.


Hai un dubbio su un dolore che ti accompagna da tempo?

Non sempre quello che sentiamo raccontare corrisponde alla realtà. Una valutazione fisioterapica può aiutare a comprenderne l'origine e individuare il percorso più adatto.


*Fisioterapista

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