Cellulite e obesità, dai problemi estetici ai seri rischi per la salute e l'autostima

di Tiziana Celso*
La cellulite è l'incubo di tantissime donne, anche molto giovani. Parlando di cellulite, molte volte ci si riferisce alla cosiddetta panniculopatia edemato-
fibrosclerotica, che è un'alterazione del tessuto sottocutaneo che rende la pelle
irregolare, con il classico aspetto a buccia d’arancia. È molto comune, soprattutto
nelle donne, e non è di per sé una malattia grave. Compare nelle gambe, nell’interno delle cosce, nell’interno delle ginocchia, nei glutei e anche nei fianchi e nell’addome. La cellulite nasce dalle combinazioni di vari fattori come fattori ormonali, soprattutto gli estrogeni, accumulo di liquidi, infiammazione, sedentarietà, alimentazione poco equilibrata, fumo e stress.
La cellulite viene spesso classificata in quattro stadi
Stadio 1: pelle appare normale, ma è presente una lieve ritenzione di liquidi.
Stadio 2: la pelle presenta irregolarità solo se viene compressa con le dita.
Stadio 3: l'effetto a buccia d'arancia è visibile anche stando in piedi.
Stadio 4: la pelle è molto irregolare, possono comparire noduli e, in alcuni casi,
dolore alla palpazione.
Vi sono molteplici trattamenti che si possono effettuare contro la cellulite: massaggi linfodrenanti, pressoterapia, radiofrequenza, laser, onde d'urto e alcuni trattamenti medici eseguiti da specialisti come la carbossiterapia.
L'obesità, invece, è una condizione cronica complessa caratterizzata da eccessivo accumulo di tessuto adiposo. Esso può influire sulla salute fisica, metabolica e psicologica della persona negativamente. Per tanti anni è stata interpretata soltanto come la conseguenza di uno squilibrio tra calorie introdotte e calorie consumate, ma al giorno d’oggi è considerata una malattia multifattoriale, influenzata da aspetti biologici, genetici, ambientali, ormonali, psicologici e sociali. L’aumento del tessuto adiposo nell’obesità non dipende soltanto dalla mancanza di volontà della persona interessata. Il nostro corpo umano possiede sistemi molto complessi che regolano fame, sazietà, consumo energetico e accumulo di grasso. Si può avere anche una predisposizione genetica che rende più facile accumulare peso o più difficile perderlo.
Anche fattori come stress cronico, mancanza di sonno, sedentarietà, farmaci, disturbi endocrini, alimentazione altamente processata e condizioni emotive possono contribuire allo sviluppo dell’obesità.
L’obesità, dal punto di vista clinico, viene classificata attraverso l’indice di massa
corporea (BMI), che mette in relazione peso e altezza. È un parametro che non
descrive al 100% la salute della persona, perché non distingue la massa grassa da
quella muscolare né considera la distribuzione del grasso corporeo. Oggi si presta
molta attenzione anche alla localizzazione del tessuto adiposo, soprattutto al grasso viscerale accumulato nella zona addominale, considerato particolarmente associato a rischio cardiovascolare e metabolico.

L'obesità può essere classificata anche in base alla distribuzione del grasso:
Obesità addominale (androide)
Il grasso si accumula soprattutto nell'addome. È più frequente negli uomini, ma può
essere presente anche nelle donne, soprattutto dopo la menopausa. È associata a un rischio più elevato di malattie cardiovascolari e diabete.
Obesità ginoide
Il grasso si accumula prevalentemente su fianchi, glutei e cosce più frequente nelle
donne ed è generalmente associato a un rischio metabolico inferiore rispetto
all'obesità addominale.
L'obesità aumenta il rischio di numerose malattie:
diabete mellito di tipo 2
ipertensione arteriosa
malattie cardiovascolari
colesterolo e trigliceridi elevati
apnea ostruttiva del sonno
artrosi e dolori articolari
fegato grasso (steatosi epatica)
alcuni tipi di tumore
Vi possono essere conseguenze anche psicologiche e sociali, con riduzione
dell'autostima, ansia, depressione e discriminazione legata al peso.
Il trattamento dipende dalla gravità dell'obesità e dalle condizioni di salute della persona. Può riguardare vari aspetti:
educazione alimentare e supporto
nutrizionale
aumento dell'attività fisica
supporto psicologico quando necessario
farmaci prescritti dal medico in casi selezionati
chirurgia bariatrica nei casi di obesità grave o quando altri trattamenti non sono
sufficienti.
L'obiettivo non è solo perdere peso, ma migliorare la salute, ridurre il rischio di
complicanze e aumentare la qualità della vita. Da questa carrellata di patologie la cosa principale è mettersi nelle mani giuste, capire ciò che si ha e lavorare con un'équipe a 360 gradi.
(2-fine)
Il link del primo articolo: https://www.labussoladellasalute.it/post/lipedema-una-malattia-invisibile-da-non-confondere-con-sovrappeso-obesit%C3%A0-o-linfedema
*Chinesiologa. fisioterapista, terapeuta


