Lombalgia, il rimedio è muoversi in maniera corretta
- 20 apr
- Tempo di lettura: 4 min

di Davide Olivieri*
Cos’è la lombalgia? E' una forma di mal di schiena in cui il dolore è localizzato nella zona lombare, in particolare tra le ultime coste (o costole) e i glutei. Una forma iniziale di lombalgia, se trascurata, può cronicizzare e portare anche a conseguenze gravemente invalidanti.
È sbagliato pensare che le cause di lombalgie siano univoche, al contrario possono essere multifattoriali e, in alcuni casi, possono essere legate anche a patologie serie. La soluzione? Non è cessare il movimento, ma muoversi in maniera corretta.
Possiamo classificare le diverse forme di lombalgie in
- Lombalgia aspecifica (la forma più comune) in cui non vi è una causa apparente, spesso associata a un uso scorretto del rachide.
- Lombalgia specifica, in cui il dolore nella zona lombare deriva da patologie note, come fratture, infezioni, stenosi, spondilolisi, spondilolistesi, tumori, ecc.
In entrambi i casi, gli studi dimostrano che l’esercizio fisico adattato può apportare benefici e, nella maggior parte dei casi, portare alla risoluzione del dolore.
Anatomia funzionale del rachide È fondamentale ricordare i movimenti che il rachide può compiere nelle sue diverse porzioni.
La zona cervicale (che potremmo suddividere ulteriormente in cervicale alta e cervicale bassa) è quella con il più ampio range di movimento, con movimenti di rotazione, flesso-estensione e flessione laterale.
A livello toracico anche sono presenti movimenti di rotazione, flesso-estensione e flessione laterale ma risultano limitati dalla presenza della cassa toracica.
A livello lombare vi sono movimenti di flesso-estensione con movimenti di rotazione e flessione laterale limitati.
Queste differenze nei movimenti sono dovute alle diverse conformazioni dei corpi vertebrali. Movimenti che non tengono conto di queste caratteristiche anatomiche possono portare a dolori a livello del rachide. Dunque, un elemento fondamentale nel mal di schiena è la valutazione del movimento, poiché il dolore lombare spesso nasce da un eccessivo movimento, dalla riduzione del movimento o da movimenti scorretti. Attraverso la correzione di alcuni schemi motori potremo arrivare alla risoluzione del dolore.
Altro elemento fondamentale a livello anatomico sono i dischi intervertebrali, ossia delle strutture fibrocartilaginee situate tra le vertebre. Essi sono costituiti da un nucleo gelatinoso centrale definito nucleo polposo, avvolto da strati concentrici di fibre che formano l’anello fibroso. I dischi intervertebrali svolgono una funzione di ammortizzazione dei carichi, permettono i diversi movimenti tra le vertebre, contribuendo inoltre alla stabilità dei corpi vertebrali connettendoli e mantenendone una corretta distanza.
Il focus |
Cause principali | Ernie discali |
Localizzazione del dolore | Zona lombare |
Cosa fare/1 | Conoscere la routine per individure le posture |
Cosa fare/2 | Lavorare sull'igiene spinale per correggere le posture errate |

Principali cause di lombalgia Una delle principali cause di dolore lombare sono le ernie discali, condizioni in cui a seguito di sollecitazioni eccessive e prolungate in flessione o in estensione (iperestensione) del rachide, o a seguito di una scorretta gestione del carico, il disco intervertebrale protrude e va a comprimere o ad irritare una radice nervosa. Dunque, movimenti eseguiti in modo scorretto o non controllato possono contribuire all’insorgenza di dolore a livello del rachide. Altro movimento dannoso per il disco intervertebrale è la rotazione, soprattutto se combinate con carico, poiché può andare ad aumentare lo stress sull’anello fibroso fino a lesionarlo.
Associate alle discopatie spesso vi sono le sciatalgie, questo avviene perché il disco intervertebrale va a comprimere il nervo sciatico. In questi casi il dolore non è localizzato solo alla zona lombare ma va ad irradiarsi lungo il decorso del nervo (gluteo e arti inferiori). Questa condizione viene chiamata lombosciatalgia.
Diversi studiosi hanno proposto svariate classificazioni del mal di schiena, con i corrispettivi metodi di trattamento. Ad esempio McKenzie distingue tre sindromi (sindrome posturale, sindrome da derangement e sindrome da disfunzione), mentre McGill classifica il dolore lombare in base alla tolleranza ai movimenti (intolleranza alla flessione, intolleranza all’estensione, intolleranza alla rotazione e al carico). Queste classificazioni ci consento di comprendere meglio il dolore della persona e strutturare programmi di esercizio più mirati.

Cosa fare Come prima cosa bisogna conoscere la routine, anche lavorativa, della persona afflitta dalla patologia e cercare di capire quali sono le posture che assume durante il giorno. Fondamentale, poi, è individuare le cause del mal di schiena, attraverso dei test di provocazione del dolore. In questo modo si individuano anche le posture antalgiche da attuare per desensibilizzare la zona dal dolore. Si va poi a lavorare sull’igiene spinale e quindi a correggere le posture e i movimenti scorretti che possono causare dolore.
Una volta passata la fase acuta, bisogna lavorare sull’affinamento sensoriale, ossia riuscire a percepire in maniera corretta il proprio corpo, di pari passo andremo a lavorare sull’educazione al movimento quotidiano e sugli schemi motori di base, come ad esempio la correzione biomeccanica del cammino. Una camminata
biomeccanicamente corretta può dare sollievo a livello del rachide, come viene descritto da McGill: una camminata biomeccanicamente corretta è il balsamo della schiena, in quanto da mobilità nelle porzioni che devono essere mobilizzate e stabilità nelle zone da stabilizzare. Una volta superate queste fasi (fondamentali) è necessario lavorare in maniera più mirata sulla mobilità e sulla stabilità, per poi passare a lavori di condizionamento generale, lavorando sul riequilibrio miofasciale e sul rinforzo muscolare.
Va ribadito: la soluzione al mal di schiena non è cessare il movimento, ma muoversi in maniera corretta.
*Chinesiologo
