Stress cronico e corpo, c'è una stretta correlazione
- 5 giorni fa
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di Rosy Esposito*
Quando un individuo affronta sfide ambientali, fisiche o psicosociali, il cervello e il corpo attivano una serie di risposte fisiologiche e comportamentali al fine di proteggere l'omeostasi e adattarsi alla situazione. Questa risposta di emergenza coinvolge l'attivazione di circuiti neuroendocrini interconnessi, in particolare il sistema simpaticosurrenale-midollare e l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA). Il cervello rileva lo stimolo stressante e innesca una complessa cascata di eventi che porta alla produzione di ormoni, come l'adrenalina e i glucocorticoidi (tra cui il cortisolo). In condizioni normali, queste misure protettive a breve termine aiutano l'organismo a superare la sfida (una condizione definita eustress) e vengono disattivate non appena viene ripristinato l'equilibrio. Tuttavia, se lo stimolo nocivo è troppo intenso, prolungato o percepito come incontrollabile, il meccanismo di adattamento fallisce e lo stress diventa cronico.
In questo scenario, il meccanismo di feedback negativo che dovrebbe spegnere la risposta allo stress smette di funzionare correttamente. Di conseguenza, i livelli dei mediatori chimici dello stress rimangono elevati, e quelle stesse risposte acute originariamente ben organizzate e protettive diventano distruttive per l'organismo. Questa comunicazione bidirezionale costantemente alterata tra il sistema nervoso e il resto dell'organismo porta a uno stato di disfunzione e malattia.
Cambiamenti fisici a carico del corpo
L'esposizione prolungata e disfunzionale ai mediatori dello stress cronico comporta diverse alterazioni patologiche a carico di molteplici organi e tessuti.
I principali cambiamenti fisici includono:
Compromissione del sistema immunitario e infiammazione
Le cellule immunitarie sono dotate di recettori sensibili ai glucocorticoidi rilasciati durante lo stress. Sebbene inizialmente questi ormoni modulino la funzione immunitaria, il loro livello costantemente elevato nello stress cronico finisce per compromettere gravemente le difese del sistema immunitario, aprendo la strada a stati infiammatori persistenti.
Alterazioni metaboliche e cardiovascolari
Nelle fasi iniziali, la risposta allo stress induce un aumento della frequenza cardiaca, della respirazione e del rilascio di glucosio per fornire energia immediata. Quando lo stress perdura nel tempo, questo sovraccarico può portare a disfunzioni metaboliche e contribuire allo sviluppo di patologie cardiovascolari, come l'aterosclerosi.

Amplificazione del dolore e disturbi muscoloscheletrici
Esiste una stretta relazione tra la risposta fisiologica allo stress e i sintomi del dolore. Lo stress cronico è uno dei principali fattori che contribuiscono all'amplificazione centrale del dolore, portando frequentemente a condizioni di dolore diffuso e a sindromi muscoloscheletriche invalidanti come la fibromialgia.
Esaurimento sistemico (burnout) e sintomi neurologici
Gli stressori prolungati, inclusi quelli psicosociali, influiscono sulle reti cerebrali e sul sistema nervoso, scatenando patologie che negli esseri umani vengono spesso descritte come burnout. Questo si manifesta fisicamente con una costellazione di sintomi somatici che includono grave e persistente affaticamento, disturbi del sonno (con sonno non ristoratore), problemi gastrointestinali, disfunzioni cognitive (difficoltà di memoria e attenzione) e alterazioni dell'umore come ansia e depressione.
*Psicoterapeuta, psicoanalista e Phd