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La vecchiaia non è un'età precisa, ma un'asticella spostata in avanti a condizione che...

31 ago
Tempo di lettura: 2 min

di Valentina Franco*


La domanda è ricorrente: quando siamo vecchi? Non esiste un età precisa che segna l'inizio della vecchiaia, anche se Organizzazione mondiale della sanità pone il limite anagrafico intorno ai 65 anni. Oggi, in considerazione dell'aumento dell’età media e delle migliori condizioni psico-fisiche, si tende ad aumentare tale soglia portandola ai 75 anni.


La SIGG (Società italiana di gerontologia e geriatria) propone la suddivisione in giovane anziano (65-74 anni), anziano (75-84 anni) e grande anziano (oltre 85 anni). Possiamo più largamente definire il paziente geriatrico come colui che presenta plurime comorbidità e assume una polifarmacoterapia. Da queste condizioni basilari ne deriva una fragilità sistemica che lo espone pertanto a numerose complicanze, quali cardio-vascolari, respiratorie, infettive, cutanee, osteo-articolari, alimentari.


SIGG/ Categorie di anziani

Giovane anziano

65-74 anni

Anziano

75-84 anni

Grande anziano

oltre 85 anni


Per tutte queste ragioni l’approccio al paziente geriatrico deve essere multidisciplinare e quanto più possibile conservativo. Possiamo dire che, aldilà del limite anagrafico, ci si può considerare vecchi quando si iniziano a instaurare una serie di condizioni psico-fisiche che determinano instabilità e difficoltà dell’organismo a mettere in atto dei compensi.


Tutto ciò lo si può contrastare assumendo uno stile di vita adeguato, che include una dieta varia ed equilibrata, garantendo un apporto nutrizionale adeguato, attività fisica moderata e costante (camminata a passo svelto almeno 3-4 volte a settimana per 30-40 min), buon controllo dei valori pressori, controllo del peso corporeo, prevenire complicanze metaboliche come il diabete mellito o, qualora si sia affetti da tale patologia, mantenere valori a target di emoglobina glicata, mantenere uno stato di idratazione sufficiente che nell’anziano è molto difficile vista la fisiologica riduzione della sete caratteristica di questa età.



Non dobbiamo più chiederci quando siamo vecchi, ma come possiamo essere vecchi

In conclusione, non esiste una risposta univoca a tale domanda, in quanto il processo di fisiologico invecchiamento è un processo complesso, individuale ed eterogeneo. Il punto della questione non è tanto quando siamo vecchi? bensì come possiamo essere vecchi?


Bisogna mirare a un’ottimizzazione dell’invecchiamento, mettendo in atto una serie di cambiamenti quotidiani tali da contrastare e ritardare quella che è la fisiologica degenerazione cellulare. L’obiettivo deve essere vivere anni di qualità.


*Geriatra

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